1 year ago

A quote from La notte di Valpurga di Gustav Meyrink

"Mentre dunque andava su e giù per la stanza, il suo sguardo si posò casualmente sul blocco del calendario sopra il letto. Sbalordito, vide che recava ancora il foglio del 30 aprile, data nefasta della notte di Valpurga.
«Ma è spaventoso!» mormorò, «ancora quattro settimane intere fino al 1° giugno? E le valigie già chiuse? Cosa indosserò? Certo, non posso andare a colazione da Schnell in camicia da notte! ».­­
Il pensiero di dover disfare i bagagli lo atterrò. Immaginò che le valigie, piene da scoppiare, vomitassero l’intero guardaroba ruttando e gemendo come avessero inghiottito un emetico. Già gli pareva di vedere una marea di cravatte di ogni tipo strisciare verso di lui come tante serpi, mentre il cavastivali, furioso di essere stato rinchiuso così a lungo, tentava di mordergli le gambe con tenaglie da granchio. Perfino un indumento di maglia rosa, una specie di cuffietta da bambino ma con cinghie idi cuoio bianco e morbido invece di nastri, avanzava minaccioso. Era il colmo che oggetti senza vita si permettessero una tale sfrontatezza! “No” decise in sogno! Le valigie non si aprono!”. Sperando di aver visto male, il medico inforcò gli occhiali per controllare di nuovo il calendario; proprio in quel momento nella stanza si diffuse un gelo e le lenti gli si appannarono di colpo. Allora si tolse gli occhiali: davanti a lui stava un uomo nudo, aveva solo una pelle attorno ai fianchi; era scuro di carnagione, alto, straordinariamente magro e portava sul capo una mitria che mandava bagliori dorati. Il medico capì immediatamente che la strana creatura era Lucifero, la cosa però non lo stupì minimamente, poiché nello stesso istante si rese conto che in cuor suo aveva atteso già da tempo quell’apparizione.
«Sei tu l’uomo che può esaudire tutti i desideri?», chiese con un involontario inchino. «Puoi anche …».
«Sì, io sono il dio nelle cui mani gli uomini pongono i loro desideri, − lo interruppe l’apparizione, indicò la pelle che gli cingeva i fianchi e proseguì − io sono l’unico fra gli dei ad avere i fianchi coperti, gli altri sono asessuati. Io solo posso intendere i desideri, chi non ha sesso ha dimenticato per sempre cosa sia il desiderio. La radice più profonda ed occulta di ogni desiderio risiede nel sesso, anche se il fiore, il desiderio cosciente, apparentemente non ha niente a che fare con la sessualità. Io sono l’unico misericordioso fra gli dei, non c’è desiderio che io non appaghi, appena lo sento. Sento però solo i desideri dell’anima e li porto alla luce, per questo mi chiamo Luci-fero. Ai desideri espressi solo con le labbra dai cadaveri che camminano, il mio orecchio è sordo. Per questo tali “morti” hanno terrore di me. Io dilanio senza pietà i “corpi” degli uomini, se le loro “anime” lo desiderano, agisco come un medico pietoso che, individuate con la sua scienza le membra incancrenite, le taglia senza pietà. Molti uomini invocano con le labbra la morte, ma la loro anima anela alla vita: a questi io impongo di vivere. Molti hanno sete di ricchezza, ma la loro anima aspira alla povertà, per passare attraverso la cruna dell’ago; questi io li faccio raminghi e mendichi sulla terra. La tua anima e quella dei tuoi padri hanno desiderato di dormire nell’esistenza terrena, per questo ho fatto di coi medici del corpo, ho posto i vostri corpi in una città di pietra e vi ho circondato di uomini di pietra. Flugbeil, Flugbeil, io so cosa vuoi! Tu desideri ardentemente riavere la giovinezza. Ma dubiti del mio potere, pensi che non possa far rivivere il passato: allora ti scoraggi e vorresti rimetterti a dormire. No, Flugbeil, io non ti lascio, perché anche la tua anima implora di tornare giovane. Perciò io esaudirò il tuo desiderio e quello della tua anima. L’eterna giovinezza è l’eterno futuro e nel regno dell’eternità anche il passato rivive come eterno presente …».
Il medico notò che, mentre pronunciava le ultime parole, l’apparizione cominciava a svanire e al posto del cuore compariva sempre più distintamente un numero finché rimase solo una data: quella del 30 aprile. Per spezzare definitivamente quell’incantesimo, il medico cercò di allungare la mano e di strappare il foglietto, ma non vi riuscì. Si rese conto allora che ancora per un bel pezzo avrebbe dovuto sopportare la “notte di Valpurga” con tutti i suoi fantasmi. “Se non altro mi aspetta un bel viaggio” si consolò, “e la cura di ringiovanimento a Karlsbad mi farà certo bene”. E non riuscendo a svegliarsi completamente, non gli rimase altro che sprofondare in un sonno pesante, senza sogni."